In antichità l’uomo mangiava solo il pesce. Solo dopo e solo sulle tavole dei nobili è comparsa la carne. Da questo momento il pesce ha avuto un declassamento, perché fu considerato cibo per poveri e per pescatori. I ricchi lo mangiavano solo di venerdì per usanze della chiesa dove era considerato segno di digiuno, penitenza e simbolo di Cristo. Oggi il pesce viene mangiato in maggior quantità, perché è leggero, digeribile e contiene sostanze importanti per l’organismo come il fosforo, l’azoto e la vitamina D; il suo apporto calorico è inferiore a quello della carne e quindi in un’alimentazione equilibrata non può mancare. Il pesce si adatta ad ogni tipo di cena dalla più amichevole alla più elegante.
Esistono tre specie di pagello: il fragolino, il pagello bastardo e infine l’occhialone.
Tutte le tre specie di pagello, dal punto di vista culinario, sono simili tra loro e la qualità è media. Tuttavia, potendo scegliere, si consigliano il fragolino e l’occhialone, le cui carni risultano essere più fini. Sono, comunque, pesci adatti ad essere cotti al forno, alla griglia, lessati, cotti in umido col pomodoro, nonché marinati in bianco.
Dosi per 4 persone
- un grosso pagello di 1.200 kg circa
- un cucchiaio di farina di semola di grano duro
- una ventina di datteri freschi
- 100 g di mandorle
- un cucchiaio di zucchero
- un cucchiaino di zenzero in polvere e un pezzetto di zenzero fresco
- un mazzetto di coriandolo fresco
- mezzo bicchiere di vino bianco secco
- 6 cucchiai di olio • sale
Preparazione:
Passate al mixer le mandorle, lo zenzero in polvere, una presa di sale, la farina di semola, 8 datteri sbucciati e snocciolati e una decina di foglie di coriandolo.
Squamate il pesce, praticate un taglio nella pancia ed eliminate le interiora. Lavatelo, asciugatelo, sfregatelo all’interno con una presa di sale e farcitelo con 2 terzi del ripieno preparato.
Praticate sul fianco più polposo del pesce 3 tagli obliqui paralleli e inserite in ognuno una fettina di zenzero fresco sbucciato. Spennellate di olio il pesce e trasferitelo in una padella con l’olio rimasto.
Scaldate il forno a 200 gradi. Incidete a metà i datteri rimasti, snocciolateli e riempiteli con il ripieno avanzato. Sistemateli nella padella intorno al pesce, profumate con qualche foglia di coriandolo spezzettata, versate il vino e mettete la padella in forno per 20 minuti. Spolverizzate i datteri con lo zucchero, cuocete per altri 10 minuti e servite.
La Fattoria di Nonna Paperina
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Segnalato su Prodotti Regionali

