Il Pdl scende in piazza. Pronta l’invasione di Roma (e delle urne)

Bandiere del Popolo della libertà (Ansa)
Bandiere del Popolo della libertà (Ansa)
I sostenitori del Popolo della libertà scenderanno sabato in piazza San Giovanni a Roma. L’obiettivo è arrivare a 500 mila persone. Presenti con il premier Silvio Berlusconi tutti e 13 i candidati governatori alle regionali per illustrare alcuni punti programmatici fondamentali, come hanno spiegato i tre coordinatori nazionali del Pdl (Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini), e lanciare un nuovo “patto del fare” tra governo e Regioni

La macchina organizzativa
“Torniamo in Piazza San Giovanni a Roma con lo stesso popolo di tre anni fa e con lo stesso spirito, per difendere la libertà e la democrazia, per difendere il nostro diritto di votare anche a Roma e il nostro diritto di parlare al telefono senza essere spiati”, ha spiegato al Tg2 il premier Silvio Berlusconi, che in questi giorni ha messo in moto la macchina organizzativa, tra riunioni, telefonate, mail, appelli ai club azzurri, interviste e collegamenti telefonici. In palio ci sono le regionali del 28 e 29 marzo, fra una settimana.

In tanti hanno dato una mano: dai Promotori della libertà e dai Club della libertà ai deputati Marco Martinelli, Maurizio Lupi, Barbara Saltamartini e la ministra Giorgia Meloni.”Il nostro è un grande partito che non avrà problemi a riempire anche stavolta una piazza così grande”, ha aggiunto il coordinatore nazionale Denis Verdini su Libero. Non ci sarà, come ha già annunciato, il presidente della Camera Gianfranco Fini.

La manifestazione
Sono previsti due cortei (qui il programma sul sito del Pdl): in Largo dei Colli Albani si concentreranno coloro che arrivano da tutte le regioni, eccetto il Lazio e i residenti del IX e X Municipio di Roma; al Circo Massimo, invece, coloro che arrivano dal Lazio e dal resto di Roma. I due cortei partiranno alle 15 e confluiranno intorno alle 17 in Piazza San Giovanni in Laterano, dove avrà luogo l’intervento del premier. La conclusione della manifestazione è prevista entro le ore 19.

Se la scenografia prevista è quella tradizionale, con il simbolo del Pdl dipinto d’azzurro e bianco, e il titolo scelto è “L’amore vince sempre sull’invida e sull’odio”, secondo l’Occidentale verrà utilizzato anche uno slogan, che ancora è rigorosamente top – secret. Arriveranno 2.000 pulmann da tutt’Italia e addirittura due Frecciarossa da Torino (ribattezzati per l’occasione ‘Freccia azzurra’, organizzati dal coordinatore del Piemonte Enzo Ghigo). Tra le curiosità, 12 telecamere collegate a schermi giganti, quattro chilometri di transenne e 13 gazebo, uno per ogni regione al voto, oltre alla colonna sonora eseguita dal vivo dall’orchestra di Demo Morselli.

Non ci sarà astensionismo
Il premier è ottimista ed è sicuro che l’elettorato moderato non diserterà il voto: ”Cercano di disseminare il dubbio dell’astensione per spingere i moderati a non votare”, il suo attacco alla sinistra. Anche il presidente del Senato, Renato Schifani (Pdl), è tornato di recente sul tema: ”L’astensione è un deficit democratico che pagano poi le istituzioni elette”, ha spiegato augurandosi ”che i presidenti di Regione vengano eletti con una forte partecipazione, in maniera da avere una forte investitura democratica che consenta loro di governare bene in nome di una rappresentanza popolare”.

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