L’Achillea, pianta dall’odore grato e penetrante, è alta fino a cinquanta centimetri e ha delle foglie strette con divisioni sottilissime. In cima allo stelo si notano fiori bianchi con tenui sfumature rosacee. Fiorisce dall’estate all’autunno e tutta la pianta fiorita è medicinale. Le sue qualità terapeutiche sono note fin dall’antichità. È una pianta utilissima per calmare gli spasmi uterini, nella cura delle malattie nervose, dell’asma. Viene inoltre usata per arrestare qualsiasi emorragia esterna ed interna, utilizzandola in decotto o in infuso oppure applicandola, tritata finemente, sulle ferite o sulle piaghe. Frena le diarree, favorisce le funzioni urinarie ed è un potente antiemorroidale.
In questi casi si usa l’infuso preparato versando mezzo litro di acqua bollente su una manciata di sommità fiorite di Achillea secca. Infuso e decotto sono sempre consigliabili come antispasmodici, nelle debolezze di stomaco, nelle cattive digestioni e nelle acidità. Nelle emorroidi purulente e nelle ulcere varicose si può impiegare per lavaggio un infuso concentrato (pari peso di acqua e di erba). Dopo il lavaggio, l’erba residua sarà applicata tiepida sulle parti dolenti.
E’ alleata anche nella digestione. Provate questa tisana
50 g di fiori e foglie di achillea moscata
15 bacche di ginepro
5 dl di alcol a 95°
400 g di zucchero di canna
6 dl di acqua
Lasciare macerare per 2 settimane nell’alcol l’achillea e le bacche di ginepro schiacciate. Filtrate, unite lo sciroppo preparato facendo sciogliere a fuoco dolce lo zucchero di canna nell’acqua, mescolando di continuo e cuocendo fino a ottenere la consistenza voluta.
Mescolare bene, filtrate attraverso un telo a trama sottile o un filtro di carta e versate in una bottiglia a chiusura ermetica. Conservare in luogo buio, fresco e asciutto.
Colombo Tiziana

