Vulvodinia: disturbo diffuso tra le donne, consigli e nuove tecniche

Anche tra noi donne se ne parla poco, ma si tratta di una patologia molto diffusa. Termine medico è “Vulvodinia” ed è “una sensazione dolorosa cronica che interessa la regione vulvare. Il fastidio può essere descritto come bruciore, dolore, irritazione, sensazione di gonfiore o arrossamento. Tra i problemi ginecologici che possono causare dolore vulvare vanno esclusi: infezioni, dermatiti, lichen scleroso, esiti di trauma e lesioni pre-tumorali o tumorali. Se il disturbo dura da più di tre mesi e gli esami di laboratorio non evidenziano elementi alterati, si pone diagnosi di Vulvodinia“. Questa la definizione dell’Associazione Italiana Vulvodinia.

Si tratta di un disturbo che riguarda l’ingresso della vagina. Lo si accusa durante la penetrazione, ma anche con lo sfregamento dei vestiti. Sintomi che possono comparire anche senza un precedente rapporto sessuale. Può provocare un abbassamento del dolore nella zona centrale, rendendo però ipersensibili quelle periferiche. In alcuni casi può trasformarsi in dispareunia e in totale mancanza di desiderio riscontrabile dall’assenza di lubrificazione oppure difficoltà per raggiungere l’orgasmo.

Pian piano che si va avanti nella descrizione, è facile che molte donne riescano ad identificare molti dei sintomi che le appartengono. Purtroppo la causa reale non la si conosce, si suppone infatti una disposizione genetica. Purtroppo ancora non esiste un’unica terapia da applicare per debellare il fastidio prodotto dalla vulvodinia. Fondamentale è la visita dal ginecologo che si avvarrà di altri specialisti, anche un eventuale anestesista per i casi più gravi. Si possono prescrivere delle infiltrazioni di anestetico o cortisone per le situazioni croniche. In ogni caso è fondamentale non indossare abiti sintetici e attillati, e bisogna avere un occhio di riguardo per l’igiene. Lavarsi frequentemente può portare un senso di piacere grazie all’azione lenitiva dell’acqua. Nei casi blandi anche impacchi di camomilla possono aiutare per la sopportazione del dolore.

Ma la medicina fa passi da gigante. Le donne affette da queste patologia possono stare tranquille perché sono “in cantiere” nuove sperimentazioni per la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Noi donne dobbiamo solo rimanere serene per evitare la psicosi che porta ulteriore stress e irrigidimento dei muscoli.

Roberta Santoro

per gentil concessione della redazione di Donna.Fanpage

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