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Polpette di melanzane in salsa
Questa bacca, dal colore violaceo e intenso e dalla buffa forma panciuta, incontra sempre maggior successo in cucina. Le melanzane, trattate in cento gustosissime ricette della gastronomia popolare, difficilmente entrano nella cucina raffinata, forse per via del loro aspetto ‘sempliciotto’ o più facilmente a causa del loro sapore acuto e caratteristico.
Spiedini di alici
L’alice è anche detta acciuga, ed è piccola, sottile e affusolata, di colore argento sui fianchi e sul ventre.
Melanzane ripiene rustiche
La melanzana ha poche calorie e praticamente non contiene grassi. E’ un ortaggio tipicamente estivo……
Dolcetti al miele
Molte persone amano iniziare lo propria giornata con una colazione dolce ed energetica a base di pane e miele .
Pane al latte
Che bontà il pane al latte! In questa stagione, tempo di pic nic all’aria aperta e di merende con i bambini e se amate preparare con le vostre mani anche i cibi che potreste trovare già pronti, una buona idea potrebbe essere quella di preparare questi pane al latte……….
Panada
La panada è un piatto tipico della cucina veneta e come suggerisce il nome, è costituita da una sorta di bruschette cucinate prima al formo e poi a fuoco lento, arricchite di una crema a base di cannella e brodo.
Torta di pere alla contadina
Il pane avanzato può essere riutilizzato per preparare questa deliziosa torta di pere , ideale per essere consumata durante la prima colazione e risparmiare così anche sull’acquisto di biscotti e merendine. Il pane è da sempre l’elemento base dell’ alimentazione umana, e perciò è divenuto uno dei simboli per rappresentare il cibo e più in generale la vita, basta pensare a tutti i modi di dire riguardanti il pane
Porchetta in umido
La porchetta deve cuocere per circa 3 ore , ma circa una mezz’ora prima del termine della cottura, si toglie la carta di alluminio per far dorare anche la cotenna. La cottura così eseguita permetterà al grasso in eccesso di fuoriuscire dalla carne , contribuendo anche a mantenere bello bianco il grasso nello strato di carne subito a contatto con la cotenna, mente il vapore acqueo che sale dal teglione, renderà la carne morbida e omogeneamente cotta.
Pan di ramerino
Il ramerino è il nome che si usa in Toscana per la pianta del rosmarino. Da questa pianta tipicamente mediterranea, che si trova in abbondanza sulle assolate colline fiorentina nasce uno dei dolci tipici di Firenze e delle zone limitrofi.
Le uova
In questo periodo la parola “ uovo ” è quanto mai associata alla Pasqua, ma di uova se ne parla tutto l’anno e non di quelli di cioccolato, per’altro buonissime, ma delle normalissime uova di gallina, le più diffuse e comuni. L’uovo è uno degli alimenti più completi e trova impiego come ingrediente in un numero pressoché illimitato di ricette: costituisce infatti l’elemento base per svariatissime preparazioni che vanno dall’antipasto al dolce; assolve inoltre la funzione di legante, di insaporitore oppure trova impiego semplicemente come decorazione. Qualcuno le considera il cibo più nutriente al mondo, altri le temono per il contenuto in colesterolo… sarà forse per la ricchezza in proteine, grassi buoni, ferro, zinco e vitamine, ma qualunque rapporto ci leghi ad esse non possiamo certo negare la loro universale importanza nell’alimentazione umana.Le uova sono dietetiche e altamente digeribili poiché del tutto prive di zuccheri e ricche di proteine. Contengono inoltre le vitamine A , B1, D ed E, nonché interessanti quantità di minerali indispensabili come ferro e calcio. Tutti usano le uova in cucina e quasi tutti dichiarano di saperle cucinare; di qui la famosa frase: «Sarà almeno capace di cucinare due uova al tegamino?». Eppure l’operazione non è delle più semplici e richiede, al contrario, esperienza e abilità, tanto che alcuni esperti sostengono che a saper cucinare perfettamente le uova siano pochissimi. Si dice addirittura che quando il famoso gastronomo Luigi Carnacina voleva mettere alla prova esponenti del mondo culinario chiedesse loro come preparassero le uova al tegamìno e che la risposta fosse quasi sempre errata. Vediamo dunque e innanzitutto i corretti sistemi di cottura delle uova. Uovo al tegamino. Chiamato da molti fritto o all’occhio di bue, si fa cuocere versandolo delicatamente in un tegamino nel quale si è fatta prima sciogliere una noce di burro. Si sala e si lascia cuocere a fuoco moderato per tre minuti versandovi sopra ogni tanto un poco del grasso di cottura. Se si vuole il tuorlo poco rappreso, ma con il bordo croccante, si cuoce prima l’albume e poi si fa scivolare nel centro il tuorlo lascian dolo cuocere un solo minuto. Non si ottengono buoni risultati se l’uovo non è fresco, se il tuorlo si rompe e se la cottura avviene a fuoco troppo vivace. Uovo all’ostrica. L’uovo deve essere rotto, privato dell’albume e messo nell’apposito cucchiaio. Quindi lo si condisce con un pizzico di sale , pepe appena macinato e qualche goccia di succo di limone. Infine deve essere servito subito e deglutito intero. È importante che l’uovo sia freschissimo. Uovo alla coque. È una delle preparazioni più semplici. Si porta a ebollizione l’ acqua con un pizzico di sale, che dovrebbe evitare la rottura del guscio, quindi si immerge l’uovo delicatamente con un cucchiaio e, alla ripresa del bollore, si calcolano tre minuti di cottura. Si serve ritto nell’apposito portauovo, ben caldo, rotto in punta, insaporito con sale e accompagnato con bastoncini di pane. Uovo bazzotto. Si tratta di una preparazione molto simile all’uovo sodo, ma con un tempo di cottura inferiore. Si mette l’uovo in acqua fredda salata e dall’ebollizione si calcolano 5-6 minuti di cottura. Quindi si fa sgocciolare, intiepidire, si priva del guscio e si rimette in acqua tiepida salata sino al momento di servirlo. Uovo sodo. Si mette sul fuoco un recipiente con molta acqua e quando bolle si immerge l’uovo con un cucchiaio per evitare che il guscio si rompa. Si calcolano 8 minuti circa di cottura, quindi si priva l’uovo del guscio e si serve. Uovo affogato. Chiamato da molti anche uovo in camicia, si prepara nel seguente modo: in una casseruola si porta a ebollizione l’acqua con aggiunta di aceto nella misura di 1/2 bicchiere per ogni litro d’acqua; si abbassa la fiamma affinché l’acqua accenni soltanto a bollire e vi si rompe dentro delicatamente l’uovo o le uova uno alla volta dopo tre minuti di cottura; si fa sgocciolare con un mestolo forato e si deposita l’uovo su un telo. Non si ottengono buoni risultati se si fa cadere l’uovo dall’alto in acqua in forte ebollizione, o se si leva dall’acqua con una forchetta, oppure se l’acqua è poca o, infine, se non bolle leggermente. Uovo in tazzina. Detto anche “in cocotte”, è quello cotto in uno speciale contenitore che può essere sostituito anche da una comune tazzina resistente al fuoco. Si unge la tazzina con burro o margarina, si scalda in acqua bollente e si mette l’uovo con un fiocchetto di burro. La tazzina va quindi sistemata in un recipiente pieno di acqua calda fino a metà della sua altezza. Si mette tutto in forno a cuocere per lO minuti a 200 “C e si serve. Uovo strapazzato. Si calcolano due uova per persona, si mettono in una ciotola con un pizzico di sale e pepe e qualche goccia di acqua fredda, si sbatte tutto e si versa in un tegame contenente un poco di burro o margarina. Si fa cuocere per due o tre minuti su fuoco bassissimo rimestando il tutto. Infine si leva dal fuoco, si unisce una nocciola di burro e si serve con pane tostato o verdure cotte a piacere. Frittata e omelette. Per prepararle basta battere le uova fino a quando formano un poco di schiuma e cuocerle in abbondante condimento in una padella di ferro o antiaderente girando il tutto a metà cottura servendosi di un piatto e facendo saltare il composto se si è molto abili. La frittata può essere semplice o farcita con formaggio, salumi, carne, verdure o altro ingrediente a piacere unito prima della cottura. L’omelette è una frittata bassa sulla quale si posa generalmente un ripieno e di cui si ripiegano i lembi sovrapponendoli un poco. A differenza della frittata, che può essere per una o più persone, l’omelette è generalmente individuale. CONSIGLI E SUGGERIMENTI Qualunque sia il sistema di cottura, elemento determinante per la riuscita è naturalmente la freschezza dell’uovo, un argomento da non sottovalutare perché l’uovo non fresco può anche far male. Per verificare il grado di freschezza di un uovo, l’unico sistema sicuro è quello denominato “speratura” che consiste nel far passare l’uovo davanti ad una sorgente luminosa in un ambiente oscuro per poter vedere attraverso la trasparenza del guscio eventuali alterazioni dell’albume e del tuorlo. Come faccio a capire se posso consumarle?” Bene, alcuni trucchi ci sono, e proviamo a elencarli: - porre l’uovo in una ciotola d’acqua salata (10%) e osservare come si posiziona: se è freschissimo resterà sul fondo e in posizione orizzontale; se è abbastanza fresco rimarrà in verticale, sospeso a metà; se galleggia in superficie non è consigliabile mangiarlo. - agitare l’uovo con una mano e percepirne eventuali rumori: l’uovo fresco, infatti, non ne produce, mentre l’uovo vecchio produce un rumore dato dallo spostamento del tuorlo e dell’albume (ciò si verifica perchè la camera d’aria è diventata abbastanza grande e l’albume acquoso). - sgusciare l’uovo in un piatto e osservarne il tuorlo: se risulta compatto, a cupola, tondeggiante e ben racchiuso intorno all’albume, l’uovo sarà fresco; viceversa, non sarà fresco un uovo con il tuorlo piatto e l’albume acquoso; - non sono fresche le uova che presentano un guscio lucido. Naturalmente le uova non possono essere sempre fresche di giornata; ma, se fresche, possono essere conservate a lungo con sistemi corretti. Innanzitutto bisogna ricordare che l’uovo è delicato e acquista con molta facilità i cattivi odori che assorbe attraverso la porosità del guscio; perciò è necessario che venga conservato in un ambiente pulito. Inoltre la temperatura deve essere di un grado o due sopra lo zero e l’umidità, altro fattore da non sottovalutare, intorno all’80%. Inoltre bisognerebbe ricordare che le uova non dovrebbero mai essere cucinate appena tolte dal frigorifero , ma a temperatura ambiente. Infine è senz’altro utile sapere quali vini servire con le uova: in generale coi piatti a base di uova vanno bevuti vini bianchi secchi o abboccati; ci sono tuttavia delle eccezioni, dato che questo alimento può essere preparato in centinaia di modi. Se le uova vengono cucinate con prosciutto, pancetta, salsiccia, funghi o formaggi piccanti si dovranno preferire i vini rosati oppure i rossi, purché giovani e di medio corpo. E dopo tali consigli, suggerimenti e informazioni, non resta che decidere di assaporare questo prezioso alimento in tutta la sua sostanziosa consistenza. Tags: A , aceto , acqua , burro , cucchiaio , cucina italiana , di , formaggi , funghi , fuoco , Massa , mondo , pane , pepe , sale , uova , uovo , vini

